TerrAtanor, installazione al Pan di Napoli, 2018 carta metallizzata, fogli di carta da lucido strappati, bruciati e verniciati legno ferro, marmo rosa del Belgio, marmo di Carrara, travertino grigio, pietre dure, fogli di PVC, pastello su carta d’Amalfi, misure ambientali
La Terra grandissimo crogiuolo di tutte le trasformazioni, rigenerazioni e fecondazioni (compresa la Morte), che ne direbbero gli Alchimisti? Sarebbero d’accordo.
Non c’è fedeltà realistica ma, i fogli e le pietre delicati e forti sono lo spirito di quelle vite mutanti, venticello quasi impercettibile che si sente in una composizione installativa sfaccettata, uno spirito a volte deturpato e violentato, fragilissimo e scrostato e poi bruciato infinite volte da dove viene?
Dalla terra del Fuoco Vesuviano o dalla Terra dei Fuochi?