Ombrescenza Verde




Ombrescenza verde 2 6 25 e 37, 2019
stampa gicleé su carta Hahnamuhle, 3/3 misure variabili
Ombrescenza è una parola di mia invenzione, composta da ombra e dal suffisso trans proprio dei verbi incoativi.
L’ombra è archetipo, risonanza profonda, secondo il Buddismo è la sola realtà dei fenomeni, per me immagine stessa delle cose fuggevoli, irreali e mutevoli, mi sono addentrata nel mondo delle Ombre prefigurando il loro rapporto aperto e dialettico con la Vita e il mistero dell’al di qua e dell’al di là della Vita.
Le immagini sono misteriose, evanescenti e contemporaneamente forti , affascinanti, non si capisce cosa siano, per entrare in contatto con loro non ci serve attingere all’esperienza e al grande catalogo di immagini che ognuno di noi porta con sé, sembrano solamente forme astratte non essendolo, sono vere e realistiche, non c’è stata post-produzione.
Ho costruito i set con cui le ho fatte nascere e poi fotografate incarnando l’idea che la forma è al contempo processo e risultato. Come scultrice di formazione mi sento in consonanza con la necessità di confronto con le forme e le ombre, care mi sono le opere di Giuseppe Uncini del suo ciclo di “Ombre”.
Le mie Ombrescenze che sono di fatto uno “sposalizio” tra ombra e luce, fanno parte di un ciclo ancora aperto e sono delle “nature morte” come quelle di Giorgio Morandi di cui esprimono la stessa Stimmung: evocano complessità della loro e della nostra vita quotidiana che è sofisticata e rarefatta, sono ombre illuminate di oggetti che vivono nel paesaggio domestico, a noi più limitrofo, e sono esse stesse “cose” nell’accezione che ne fa Remo Bodei.
In questi lavori è vivo l’eco di Marcel Duchamp e il concetto a lui caro di Infrasottile .
A. D. V.