“Io sono e mi sento un’artista napoletana e di questa splendida città celebro in filigrana, il suo lato esoterico ed affascinante
Adriana Del Vento è un’artista poliedrica e sperimentatrice. Il suo lavoro è caratterizzato soprattutto dall’installazione ma, anche dalla scultura, dalla fotografia e dalla grafica…
Il suo continuo attraversamento del confine tra tecniche e materiali diversi è come un motore di potente metamorfosi e riversamenti: la cera ad esempio, che ha elaborato per un numero molto nutrito di sculture (che fanno parte dell’installazione site specific project 112 confluite nella personale omonima nel chiostro di S. Sofia nel Museo del Sannio a Benevento); il legno collaudato per l’installazione Il Corso del Rosso Cinabro composta da 15 sculture (e abbinato sempre a cera e specchi); la carta tridimensionale delle opere Giorni di Carta nella mostra Im bann des Vesuv a Monaco di Baviera, o la carta che ha trasformato in architettura con Battistero I e Battistero II con cui ha partecipato alla mostra In Bianco presso la chiesa di S. Apollonia a Salerno. E poi ancora gli specchi, il plexiglass, la plastica, il tulle, la porcellana, il marmo, le resine.
Adriana Del Vento non scinde mai l’ambito artistico dalla tensione teorica… tesse una trama nella quale esperienze poco adiacenti sono poste sullo stesso piano, illuminandosi reciprocamente in un gioco di rinvii e connessioni. (Farmacia da Campo dell’Anima ad esempio). Ciò è evidente anche quando realizza i suoi gioielli, sculture fatte a cera persa (come il bronzo) a tiratura limitatissima al contempo peculiari e semplici. Il suo linguaggio…attesta una cifra stilistica eclettica ed originale che fa della trasformazione una metafora simbolo del cambiamento…
L’ariosità che si respira nell’opera dell’artista segnala lo scarto dall’opacità esistenziale alla leggerezza dell’immagine: una condizione in cui si legge lo sviluppo di un gusto assolutamente personale
Loredana Troise
estratto da Espresso Napoletano Anno XVI n.4 aprile 2016
In copertina Fiore di Proust nel chiostro degli Incurabili a Napoli, 2016, plexiglas, resina acrilica, cm 150 x 150 x 8